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Page:Duello, libro de re (Paride de Pozzo) 1521.pdf/120

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che meglio li parera non contravenendo ali pacti;

& p[er]che se narra de uno nostro regnicola il quale armato ligiero se fece conducere nel steccato certa quantita de pietre si lice tonde, & piccole apte a menare a braccio con le quale percosse il suo nimico, in modo & in tal manera lo offese che dapo lo assalto lo vinse, & superollo; si como fece Re David al gigante Golia il quale occise con pietre. De un'altro Cavaliero anchora se narra che porto una quantita de giavarine dentro del steccato le quale in diversi lochi le fixe in terra; & con quelle insultando il suo nimico quando tirandole, & quando fugendole sempre con nove offese se adoperava tale che a la fine rimase vincitore. Et per questo se denota chel nimico se debbe con ogni subtile industria, & ingegno superare cercando q[ua]llo che lui deliberasse contra de te adoperare, tu contra epso con ogni avantagio se sforza adoperarlo per salvatione dela vita desiderata a ogni generatione d'animali. Pero quando se combattesse per amore, per voto, o per monstrare la virtu se debbe seguire secondo la conventione deli pacti senza alcuno avantagio dele parte; perche dice l'antiquo proverbio, per amore se fanno de gra[n] tracti; guardate del avantagio che danno non habi.

Dele arme secondo la lege Longobarda. Cap[itolo] II.

VEderemo appresso secondo la lege de Imperatori longobardi quali forono inventori in Italia del combattere per guagio de battaglia, se debbe combattere so[n] scuti, & bastoni